"Eppure, dirà, io ho stabilito il mio re sopra Sion, monte della mia santità. Beati tutti quelli che confidano in lui!" (Salmo 2:6, 12) Il fondamento di questo stupendo Salmo è il Regno di Cristo. Nessun Re della discendenza di Davide seppe realizzare il suo ideale sublime, ma la mente di chi lo canta corre prontamente al Regno del Messia, di cui si fa cenno nel Nuovo Testamento (cfr. Atti 13:33; Ebrei 1:5). Ci sono quattro strofe di tre versi ciascuna. Nei w 1-3 si parla delle nazioni che si ritrovano insieme e preparano una rivolta. Tramano una grande cospirazione contro l'autorità di Yahwèh, esercitata per mezzo del Messia. Nei vv. 4-6, attraverso una coraggiosa metafora, l'assurdità della ribellione umana appare in tutta la sua chiarezza; ma la beffa dell'Altissimo non è in contraddizione con le lacrime e con le sofferenze di Gesù, quando, osservando Gerusalemme, piange amaramente su di lei. L'estenuante resistenza dell'uomo non potrà mai mutare il proposito divino. Il martello non può rompere l'incudine! Nei vv. 7-9, l'Unto di Dio rivela la Sua relazione con l'Altissimo, e proclama il dominio universale. La figliolanza divina è un fatto eterno, ma fu confermato dalla risurrezione (cfr. Rom. 1:3, 4). Quando lasciò la terra per ascendere al Suo Trono, il nostro Salvatore dichiarò che tutta la potenza Gli era stata affidata, tanto in cielo che sulla terra. Il Suo Regno è fondato, non soltanto sulla gloria e sull'essenza della Sua Deità, ma anche sulle Sue sofferenze e sul Suo sacrificio. "Abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato". Nei vv. 10-12, il salmista esorta i ribelli ad accettare le conclusioni cui dovrebbe indurli il buon senso. È una follia pensare di opporsi al piano di Dio. Bacia la mano di Gesù tesa verso di te con amore e perdono, e cerca rifugio in Lui dall'ira a venire, prendendo le distanze dai disubbidienti (cfr. Ap. 6:16, 17).
Data: 29/07/2007 Visite: 2790 | |
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