"Poiché un angelo dell'Iddio, al quale appartengo e ch'io servo, m'è apparso questa notte, dicendo: Paolo, non temere; bisogna che tu comparisca dinanzi a Cesare ed ecco, Iddio ti ha donato tutti coloro che navigano teco. Perciò, o uomini, state di buon cuore, perché ho fede in Dio che avverrà come mi è stato detto" (Atti 27:23-25) Un ragazzo disse a sua madre: "Com'è la paura? Non l'ho mai vista?". L'apostolo Paolo forse si sarà espresso nei medesimi termini, poiché la sua vita era nascosta con Cristo in Dio. Aveva imparato a riconoscere la voce di Cristo. Alcuni non ci riescono, perché è necessario avere un orecchio esercitato e una volontà che ubbidisce alla Sua. Ma durante tutta la sua carriera di credente egli sembra aver tratto consolazione e forza da alcune rivelazioni del tutto speciali. Attraverso le tenebre oscure della tempesta, l'angelo di Cristo si affrettò a raggiungere il giaciglio dove stava Paolo, e rimanendo al suo fianco, lo esortò a farsi animo. Non c'è nessuna tempesta nella nostra vita che non susciti l'intervento soccorrevole degli angeli di Dio, anche se non possiamo vederli o ascoltare la loro voce. L'unica condizione per ricevere il loro aiuto è quella di appartenere al loro Maestro. Dobbiamo essere in grado di dire: "...A1 quale appartengo e ch'io servo". La preghiera della fede. Il v 24 di un'altra versione dice "dato". Significa che Paolo aveva chiesto a Dio ed Egli gli aveva dato ciò che aveva chiesto. Che promessa è questa! Si narra che una compositrice di inni cristiani andò ad abitare presso una famiglia, in cui nessuno era veramente credente. La prima notte in quella casa lei scrisse il noto inno: "Prendi la mia vita e fa' che sia consacrata a'&, Signore". E durante quel suo breve soggiorno conquistò al Signore l'intera casa. Così anche noi possiamo chiedere che tutti quelli che sono con noi nella nave della; nostra vita diventino figli di Dio. Il coraggio della fede è coerente con il buon senso. Anche se Paolo aveva rice- vuto la certezza da parte di Dio, sentiva che doveva fare tutto quello che poteva, come se dipendesse dalla sua scaltrezza. La fede non ci dovrebbe far agire con presunzione o scioccamente. La santa calma e la tranquillità governano il cuore colui la cui mente confida in Dio. Probabilmente incontreremo molte tempeste nella nostra vita prima di approdare nel Porto eterno, ma nel cuore di ogni ciclone c'è un punto di calma assoluta; e nella tempesta più violenta che si abbatte sul nostro mondo, possiamo nasconderci nel luogo segreto dell'Altissimo, e cantare il Salmo 46.
Data: 13/06/2007 Visite: 2411 | |
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