"Poiché per me il vivere è Cristo, e il morire guadagno" (Filippesi 1:21) Come sono vicine la vita e la morte! In questo versetto, tra di esse non c'è che una virgola, e ognuno di noi si trova, proprio come quella virgola, tra la vita e la morte. La vita è il vestibolo della morte, e la morte si trova sul "tacco" della vita. Il battito e la pulsazione del polso; l'oscillazione del pendolo, una volta di qui e una di là. L'apostolo Paolo era innamorato delle gioie della vita. Egli era un lavoratore e un viaggiatore, e viveva in mezzo ad una variegata moltitudine di persone che lo spingeva nelle strade. Il filosofo, quando passava, portando i suoi rotoli di pergamena gli diceva: "Per me il vivere è la conoscenza"; il soldato, passando guardava con sdegno l'uomo dotto e diceva: "Per me il vivere è la forza"; il mercante passava dicendo, con orgoglio: "Per me il vivere è la ricchezza"; e infine le masse dei lavoratori passavano dicendo: "Per noi la vita è fatica e travaglio". In mezzo a tutti costoro, l'apostolo interveniva senza esitare, dichiarando con gioia: "Per me vivere non è tutto questo, ma Cristo". Se gli avessi chiesto cosa intendesse dire, probabilmente ti avrebbe risposto, come Tyndale riporta nella sua traduzione, che "Cristo era l'origine della sua vita". Se vogliamo diventare partecipi della natura' divina, dobbiamo realizzare un'esperienza ben definita. Se riconosciamo che la nostra vita fisica dipende dai nostri genitori, dobbiamo ammettere che la nostra vita spirituale inizia nell'ora in cui siamo stati fatti partecipi della natura del Salvatore risorto (cfr. Giov. 1:12, 13; II Pietro 1:4). Cristo deve essere il modello della nostra vita. Ogni uomo si rifà ad un model lo. Consapevoli o no, imitiamo sempre qualcuno, ed ogni vero seguace di Cristo, cerca di assomigliare sempre di più al proprio Signore: "E noi tutti contemplan do... siamo trasformati nell'istessa immagine di lui, di gloria in gloria". Cristo deve essere lo scopo della nostra vita. Che altri possano conoscere amare e servire Lui come facciamo noi. E se noi vogliamo che Egli sia il Re coronato da uomini: questo deve essere prima di tutto il proposito e il fine della nostra vita. cose apparenti non hanno più potere su quanti sono in grado di affermare: "Non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me". Allora potremo trionfare sulla morte stessa e dire: "Morire è guadagno".
Data: 10/06/2007 Visite: 2074 | |
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