"Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria, mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono" (II Corinzi 4:17) Osserva l'antitesi meravigliosa di questo capitolo: luce e tenebre; vita e morte; oppressione, perplessità, persecuzione ma allo stesso tempo: vittoria, speranza, e lo splendore della fede cristiana. Il deperimento dell'uomo esteriore e il rinnovamento di quello interiore; la leggera afflizione e il peso eterno di gloria; il breve periodo del pellegrinaggio terreno contrapposto ad un'eternità fatta di benedizioni senza limiti. È molto importante non perdere la potente benedizione che ogni anima afflitta può acquisire. Naturalmente è possibile avvilirsi davanti ai problemi e alle prove, trovarsi senza speranza e vacillare confessando di essere sopraffatti e sconfitti. D'altro canto è possibile mostrarsi duri e reagire stoicamente, afirontando le avversità in quanto non è comunque possibile evitarle ma il vero modello cristiano consiste nell'essere grati del fatto che questo vaso di terra soltanto rompendosi farà risplendere la torcia che è al suo interno; e che se la morte di Gesù può essere portata nel nostro corpo mortale allora la Sua vita sarà manifestata.
Data: 03/06/2007 Visite: 3355 | |
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