"L'anima mia è assetata di te, la mia carne ti brama in una terra arida, che langue, senz'acqua" (Salmo 63:1) L'anima avverte il desiderio di cercare Dio soltanto quando i piaceri e le gioie terrene avverte il desiderio di cercare Dio soltanto quando i piaceri e le gioie terrene sono meno forti e vengono relegate al loro giusto posto. Se tu non sei consapevole di questa sete dell'anima è soltanto perché il tuo cuore sta cercando di soddisfarsi con le cose del mondo ed è impegnato a scavare pozzi che non trattengono l'acqua. La donna di Samaria disse giustamente a Gesù di aver percorso tutto quel cammino per attingere l'acqua, poiché non c'era alternativa; ma non appena Egli appagò la sua sete interiore, facendo scaturire in lei una fonte d'acqua viva, allora ella "lasciò la sua secchia". La maggior parte di noi è così occupata dal lavoro, dalla ricerca del piacere, e dal tentativo di accumulare ricchezze, che non ha tempo per occuparsi di Dio. "L'anima mia sarà saziata" (v 5). Per soddisfare l'anima basta poco ma allo stesso tempo occorre molto. Sicuramente molto poco di questo mondo. Come il nostro Signore disse a Marta, soltanto di una cosa c'è bisogno. Eppure molto, poi, ché soltanto Dio è sufficiente e non possiamo chiedere di più. Essere assetati delfacqua della vita significa che desideriamo abbeverarci a quella fonte. Perciò il Signore dice: "Beati quelli che sono affamati e assetati della giustizia". Potremmo essere poveri, vivere nella privazione e nella solitudine, tuttavia tutte le cose e le persone sono nostre in questo preciso momento, per il solo fatto di avere Dio (cfr. i' Cor. 3:21-23). Perché la carne dovrebbe lamentarsi quando ha un oceano in cui nuotare? "L'anima mia s'attacca a te per seguirti" (v. 8). Dio qualche volta sembra allontanarsi, come una madre che lascia la presa del bambino che impara a camminare, per incoraggiarlo a seguirla mentre lei indietreggia con le mani stese. Così', Cristo provò ad allontanarsi da una donna che Lo scongiurava ma questo non fece altro che indurla ad attaccarsi di più a Lui (cfr. Matteo 15:21-28). Mentre terminiamo questa parte del salmo, chiediamoci sinceramente se pos- siamo ripetere il primo versetto. Possiamo dire di Dio: "Tu sei il mio Dio"? Egli è nostro, ma dobbiamo cercarLo. Dobbiamo dunque edificare le recinzioni della nostra fede, delimitando una proprietà privata sempre più estesa, appartenente Dio che è nostro Padre e la nostra parte in eterno. Per un colono non è sufficiente possedere un cosiddetto "diritto di proprietà", ma deve scoprire le risorse che giacciono sepolte nel suo terreno. I diamanti di Città del Capo furono scoperti grazie ad un bambino che giocava con una strana pietra bianca, che molti stavano ce cando forsennatamente da lungo tempo.
Data: 19/05/2007 Visite: 2815 | |
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