"Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio" (Giovanni 17:3) C 'è una stretta relazione tra la conoscenza di Dio e l'utilizzo pratico di quella conoscenza. È proprio mentre pratichiamo fedelmente la conoscenza che ci ha concesso che impariamo a conoscere Dio. Non possiamo separare le due cose: se vogliamo conoscere la potenza della Sua risurrezione, dobbiamo anche conoscere la comunione delle Sue sofferenze ed essere resi conformi a Lui nella Sua morte. Conosciamo e comprendiamo appieno soltanto ciò che abbiamo sperimentato. Trentun anni fa lasciavo le coste dell'Inghilterra in direzione della Cina. Mia madre, ora col Signore, era venuta a Liverpool con me per salutarmi. Ricordo bene quel giorno, come entrò con me nella piccola cabina che sarebbe stata la mia dimora per sei lunghi mesi. Ci separammo e lei andò sul molo, dandomi la sua benedizione. Io rimasi da solo sul ponte, e lei seguì la nave che si spostava. Mentre uscivamo dal porto, e la separazione diventava reale, non dimenticherò mai il grido di angoscia uscito dal suo cuore. Mi trafisse come un pugnale. Non avevo mai sperimentato così pienamente cosa significassero le parole: "Dio ha tanto amato il mondo". E sono certo che mia madre imparò dell'amore di Dio verso i perduti più in quell'ora che in tutta la sua vita. Oh, amici! Quando abbiamo comunione pratica con Dio nelle prove e nelle afflizioni, realizziamo degli insegnamenti che non si potrebbero apprendere in mezzo agli agi e alle comodità della vita. Ecco perché Dio ci fa passare spesso attraverso momenti di prova.
Data: 13/05/2007 Visite: 1935 | |
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