"La mia grazia ti basta" (II Corinzi 12:9) Nel dialogo tra il Signore Gesù e l'apostolo Paolo non veniamo illuminati riguardo alla domanda: "Dio risponde sempre alla preghiera?". Ovviamente, Egli non risponde alle preghiere che vengono esposte male, contrarie alla Sua volontà rivelata o non permeate dalla fede. Ma ci sono molte preghiere corrette e offerte nella giusta attitudine, per le quali la risposta non perviene nel modo atteso dal credente. Quando viene portata dinanzi a Dio una grande richiesta, Egli può rispondere alla preghiera provvedendo per quella necessità o rimuovendola: come noi possiamo pareggiare una bilancia aggiungendo peso al piatto più leggero, o riducendo il peso sull'altro. Paolo era afflitto da un carico che non aveva la forza di portare, e chiese di essere sollevato. Dio rispose alla preghiera non togliendolo, ma dandogli potenza e grazia per portarlo con gioia. Così, quella che era stata causa di dolore e tristezza, divenne un'occasione di gioia e di trionfo. Questa fu una risposta alla sua preghiera migliore della semplice rimozione della "scheggia". L'ultima soluzione lo avrebbe esposto allo stesso problema nel caso si fosse ripresentato; ma il metodo di Dio lo liberò subito e per sempre da tutta l'oppressione presente e futura. L'apostolo può quindi esclamare in modo trionfante: "Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, onde la potenza di Cristo riposi su me". Chi non vorrebbe condividere con Paolo la scheggia nella carne, per essere liberato dall'oppressione di ogni prova, ogni ferita, ogni necessità, ogni persecuzione, e per conoscere che proprio l'ora della debolezza è il momento della vera forza?
Data: 18/04/2007 Visite: 2761 | |
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