"Voi dunque siate perfetti, com'è perfetto il Padre vostro celeste" (Matteo 5:48) Dobbiamo essere sale della terra e luce del mondo, non infrangere uno solo dei minimi comandamenti, non dare spazio all'ira, non fare promesse affrettate o aggiungere qualcosa ai nostri "sì" e "no". Non dobbiamo coltivare sentimenti di vendetta; un'attitudine di docilità deve caratterizzare ogni figliolo di Dio, e chi ci odia e maltratta deve essere compatito, amato e fatto oggetto di preghiera. Nei piccoli attriti della vita quotidiana, come nelle gravi prove e persecuzioni, dobbiamo essere imitatori del Padre celeste. Tuttavia, quella di Dio è una perfezione assoluta, mentre la nostra, nel migliore dei casi, è soltanto relativa. Un ago può essere perfetto, cioè adatto in tutto e per tutto alla sua funzione; ma all'esame del microscopio diventa una mazza ruvida e bucherellata. Così, non siamo chiamati ad essere degli esseri celesti, ma dei credenti perfetti, compiendo i doveri che ci competono. Ora, il nostro Padre celeste crea le minime cose secondo la Sua Perfezione. Una mosca, dei microrganismi, l'ala di una farfalla, per quanto possiate ingrandirli, risulteranno assolutamente perfetti. Nel caso dei credenti, non dovrebbero risultare altrettanto perfette le piccole cose della vita quotidiana? Non dovremmo fare bene anche ciò che non verrà mai notato, proprio come il Padre fa sbocciare in luoghi inaccessibili dei fiori che mai nessuno vedrà. Non dovremmo fare ogni cosa come se fossimo sotto il Suo sguardo vigile, anche se nessun altro occhio ne prenderà nota?
Data: 16/04/2007 Visite: 2656 | |
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