"Il mare lo vide e fuggì, il Giordano tornò addietro. I monti saltarono come montoni, i colli come agnelli" (Salmo 114:3,4) Quando siamo certi della presenza di Dio in noi, e ci rallegriamo per le prove che siamo chiamati ad affrontare, cominciamo a realizzare che tutte le cose cooperano realmente per il nostro bene. Prima della battaglia cominciamo allora ad elevare canti di lode come anticipazione del ricco bottino che ci è stato promesso. Nella storia della liberazione di Israele dall'Egitto e del loro ingresso nella Terra Promessa, gli strumenti umani usati da Dio sono spesso messi in chiara evidenza. Ma non trovano posto in questo Salmo. Veniamo introdotti direttamente alla presenza di Dio e la mano dell'uomo svanisce. Non viene neppure menzionato il deserto: esso sparisce con la generazione incredula che vi fu sepolta. Per quale motivo? Perché nella vita di fede non c'è deserto! Il mare che segna il confine da un lato - vede il nostro Signore e fugge; il Giordano - che delimita 1'altro confine - arretra alla Sua presenza. Il deserto è per gli increduli, che non entreranno nel riposo. Il riposo di Canaan deve essere goduto qui e ora. Guidati dal nostro vittorioso Giosuè, ogni scontro deve vederci vincenti e ogni nemico deve essere sbaragliato. Tuttavia, se Acan deruba Dio, ne seguirà la sconfitta; e se invece di abbattere i Cananei cominciamo a venire a patti con loro, finiremo per essere scacciati. Questo ci pone di fronte a due interrogativi. Dove ci troviamo? In schiavitù, nel deserto o nel paese del riposo. E se siamo nel paese, le nostre vittorie sono ostacolate da qualche compromesso con i nemici di Dio?
Data: 19/03/2007 Visite: 2147 | |
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