"Giuda divenne il santuario dell'Eterno; Israele, suo dominio" (Salmo 114:2) Cosa determinò questo glorioso risultato? Non fu merito di Mosè, il condottiero, né di Aaronne, il sacerdote o di Giosuè, il fedele servitore. Questo Salmo non cita neppure i loro nomi. Né si trattò della docilità di Israele. Fu piuttosto il fatto che Dio prese possesso di Giuda e, venendo in mezzo a loro, li santificò con la Sua gloriosa presenza. Fu il fatto che il Signore elesse Israele e lo dichiarò Suo dominio, governandoli per il loro bene e spesso contro la loro stessa volontà. La tribù di Giuda non comprese la grandezza di Colui che al tempo opportuno si incarnò nella loro discendenza reale. Non capì quale onore le era stato accordato con la Sua presenza. Non si elevò alla dignità e santità che si addicono a chi diviene santuario dell'Eterno. Ma il fatto rimase, malgrado la loro incapacità di comprenderlo appieno, e assicurò l'adempimento della promessa di Dio. Ma non fu soltanto la tribù di Giuda ad essere favorita; Dio benedisse l'intera nazione. [...] Il possesso di Canaan fu assicurato dal fatto che Israele era diventato Suo dominio. Però, quante sofferenze avrebbero potuto evitare! Nella Terra Promessa li attendevano monti di ferro e rame, valli di latte e miele; invece vagarono, stanchi e disperati, nel terribile deserto che alla fine divenne la loro tomba. La loro sorte rappresenta per tutti noi una lezione solenne. Ancora oggi Dio desidera portare all'uomo la Sua salvezza più di ogni altra cosa.
Data: 17/03/2007 Visite: 2073 | |
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