"Subito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca ed a precederlo sull'altra riva, mentr'egli licenzierebbe le turbe" (Matteo 14:22) Gesù li obbligò ad andare! Quindi, c'erano le giuste premesse affinché quella missione fosse coronata da successo. Ma invece della vittoria prevista, ci fu un completo fallimento. Egli li mandò in viaggio, ma si imbatterono in un temporale come mai ne avevano visto in precedenza. Voglio riflettere su questo, perché anche a me è accaduta la stessa cosa. A volte mi sono sentito spinto ad agire - obbligato a scendere in mare. La consapevolezza che ero stato in qualche modo costretto a farlo mi dava fiducia, ed ero certo di affrontare un viaggio tranquillo. Ma il risultato, almeno apparentemente, è stato un completo fallimento. La calma si è trasformata in tempesta; il mare si è infuriato, le onde hanno preso a ruggire, la barca è stata sballottata dall'acqua e la mia impresa è naufragata prima che potessi toccare terra. Quel comando divino era stato soltanto un'illusione? No. E neppure la mia missione era stata un fallimento. Egli mi aveva realmente mandato ad affrontare quel viaggio, ma non per raggiungere un mio scopo. Egli aveva in mente una meta, ed io un altra. Il mio obiettivo era realizzare la calma più completa, il Suo era quello di farmi attraversare la tempesta. Il mio obiettivo era raggiungere il porto del riposo materiale; il Suo era quello di insegnarmi che si può trovare riposo persino in mare aperto.
Data: 06/02/2007 Visite: 2873 | |
|
|