La condizione desolante dei guardiani di Israele presenta un quadro di condotte censurabili che ci suonano tristemente familiari. Il Signore paragona una certa categoria di credenti ai cani, animali, secondo la legge impuri, che vagano per le campagne randagi, trasognati e indolenti. È questo il quadro di coloro che pur essendo cristiani di nome hanno dimenticato gli impegni e i compiti a cui erano chiamati. Costoro hanno perduto l'intelligenza, cioè quel discernimento che viene dalla meditazione della Parola di Dio sotto la guida dello Spirito Santo. Questa è l'invariabile premessa dell'allontanamento dal Signore: la trascuratezza della devozione personale. Una seconda costante è data dall'incapacità di richiamare l'attenzione del mondo sull'Evangelo e di saper discernere le insidie che corrono i nostri fratelli e che noi stessi corriamo. Troppo spesso accettiamo passivamente quanto il mondo ci offre, adottando atteggiamenti e mentalità del tutto estranei all'orizzonte biblico. Questo è il momento di richiamarsi alla Parola di Dio per esortare alla fedeltà. Il terzo sintomo è l'amore per la pigrizia. Quando, infatti, non si prova più interesse per il culto e si preferisce rimanere comodamente seduti in poltrona a casa propria, certamente vi è qualcosa che non va. Si sta perdendo la sensibilità, quella preziosa componente spirituale, per "amore del sonnecchiare". Vigiliamo sui nostri desideri. Quando questi non sono più volti all'avanzamento del Regno di Dio, allora è il momento di cercare più che mai la faccia del Signore.
Data: 05/12/2005 Visite: 3405 | |
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