Il nostro testo è assai interessante perché troviamo i Gentili inclusi nel piano di salvezza stabilito da Dio. L'invito alla salvezza in esso contenuto è esteso a tutti gli uomini senza alcuna limitazione sociale o di razza. L'eunuco, secondo la legge mosaica, era escluso dalla radunanza del popolo (1); lo straniero che accettava di far parte del popolo d'Israele godeva dei privilegi spirituali del popolo di Dio ma in ogni caso era sottoposto ad alcune umiliazioni. La grazia di Dio nel piano della redenzione supera però ogni barriera, la Sua volontà è che tutti gli uomini siano salvati (2), Israeliti e Gentili, possono far parte della generazione eletta, del real sacerdozio, dell'autentico popolo di Dio (3). Un passaggio importante per la salvezza è il ravvedimento. Difatti in vista della salvezza c'è l'invito ad abbandonare il male e il peccato e a praticare la giustizia. L'insegnamento qui contenuto non suggerisce l'idea di una salvezza come risultato delle opere umane, ma piuttosto la presenta come il cambiamento del proprio modo di pensare, di essere, che porta l'uomo a rivolgersi a Dio rifiutando il male e il peccato. Il ravvedimento porta l'uomo alla consapevolezza di essere schiavo del peccato; Paolo scrive: il bene che voglio non faccio, il male che non voglio faccio (4). Dopo il ravvedimento, nel testo troviamo in forma implicita l'invito ad arrendersi all'opera di Dio. La salvezza non è un'opera umana ma è la potenza di Dio che opera in un cuore contrito che umilmente chiede misericordia al Signore. Isaia, unitamente ai suoi contemporanei attendeva questa salvezza; oggi viviamo nel periodo della grazia, dove la salvezza è venuta con Cristo Gesù e la giustizia di Dio è rivelata nell'Evangelo. L'invito può dunque essere accettato subito e la salvezza realizzata da tutti, ma particolarmente da te. 1) cfr. Deuteronomio 23:7 2) cfr. 1 Timoteo 2:4 3) cfr. 1 Pietro 2:9 4) cfr. Romani 7:19,24
Data: 03/12/2005 Visite: 4030 | |
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