Cosa ne è dell'ardore disgiunto dalla conoscenza? (cfr. v.2). Molti credenti rimpiangono lo zelo che contraddistingueva i primi mesi della loro conversione, essi ricordano con piacere la foga con la quale evangelizzavano, testimoniando della salvezza in Gesù. Contemporaneamente, però, ricordano alcuni eccessi di zelo al cui pensiero sorridono. È necessario non perdere lo zelo e lo slancio tipici di un'esperienza profonda con il Signore, ma a questi deve accompagnarsi una sempre maggiore conoscenza della volontà di Dio, in grado di guidarci nel nostro cammino cristiano. Lo zelo per l'opera di Dio è fondamentale, poiché manifesta un reale interesse per le cose spirituali ed il desiderio sincero di piacere a Dio. A questo proposito ricordiamo le parole dell'apostolo Paolo riportate nella seconda epistola ai Corinzi: "Son d'essi ministri di Cristo?... lo lo sono più di loro; più di loro per le fatiche, più di loro per le carcerazioni,... Sono spesso stato in pericolo di morte" (1). Quanto amore e quanta dedizione in queste poche parole; quanto zelo! Il Signore ci conceda di fare nostro un analogo spirito di servizio. Paolo, però, non era solamente zelante, poiché a questa sua determinazione lo Spirito Santo aveva unito una profonda conoscenza, infatti lo stesso Pietro testimonia: "il nostro caro fratello Paolo ve l'ha scritto secondo la sapienza che gli è data" (2). Paolo era uno studioso delle Scritture e in esse trovava il suo diletto, per questo motivo il suo ministerio fu fruttuoso e certamente unico. Nessuno dunque consideri lo studio della Bibbia come una cosa inutile, poiché tramite la Sua Parola il Signore ci fortificherà, incanalando lo zelo che viene dalla Sua presenza verso i fini da Lui stabiliti. Ardore e conoscenza faranno di noi dei cristiani solidi ed equilibrati, servitori pronti ad essere adoperati dal Signore in ogni occasione. 1) 2 Corinzi 71:23 2) 2 Pietro 3:75
Data: 06/10/2005 Visite: 2196 | |
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