Queste meravigliose parole vengono rivolte da Dio al Suo popolo in esilio. Esse racchiudono la promessa di un'imminente liberazione, di un nuovo esodo verso la terra promessa. A causa del peccato Israele era stato deportato e tenuto schiavo; il tempo e le circostanze avevano fatto vacillare ogni speranza. Ormai credevano che Dio si fosse dimenticato o non fosse in grado di cambiare la loro condizione. Dio fuga ogni dubbio, perché Egli non è mai sopraffatto dagli eventi; è "I'Iddio d'Eternità... non si affatica e non si stanca. La Sua intelligenza è imperscrutabile" (v. 28). Le Sue promesse non sono vaghe ma assolutamente circostanziate: non solo gli Israeliti sarebbero stati liberati, ma avrebbero avuto in Lui una guida, sicura ed amorevole che nel corso del cammino verso casa sarebbe stato per loro "Come un Pastore che pasce il suo gregge, che raccoglie gli agnelli in braccio... e condurrà pian piano le pecore che allattano" (v. 11). In questo passo viene tratteggiato il piano di Dio per la redenzione dell'umanità: Dio vuole parlare al cuore degli uomini per comunicare il Suo amore; vuole consolare quanti sono affranti e vivono nella disperazione: "Venite a me voi tutti che siete stanchi e carichi ed io vi darò riposo". Dio vuole guidare ogni persona che si affida a Lui lungo il tormentoso cammino della vita. Vuole curare teneramente i Suoi figlioli, dare forza allo stanco e accrescere il vigore di colui che è spossato (v. 19). Si! Dio parla al cuore, consola, riscatta, guida e si prende cura di ognuno di noi. È veramente grande... non possiamo proprio fare a meno di Lui!
Data: 05/08/2005 Visite: 2800 | |
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