In questo capitolo il Signore parla contro Sennacherib, re Assiro, e l'Eterno promette che quando verrà e avrà compiuta tutta l'opera Sua sul monte di Sion e a Gerusalemme, lo punirà per la superbia del suo cuore e l'arroganza dei suoi sguardi alteri. Quanti Sennacherib, nemici di Dio e del Suo popolo, con persecuzioni più o meno cruente si illudono di risultare vittoriosi e quanti martiri uccisi per la Parola di Dio e per la testimonianza dell'Agnello gridano con gran voce da sotto l'altare di Dio: "fino n quando, o nostro Signore che sei santo e verace, non fai giudizio e non vendichi il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra?" È giusto agli occhi di Dio rendere afflizione a quelli che ci affliggono, perché verrà il giorno in cui Gesù apparirà nel cielo dispiegando tutta la Sua potenza, accompagnato da fuoco fiammeggiante, per vendicarsi di coloro che si sono sempre rifiutati di ubbidire al Suo vangelo. Al Suo popolo in ogni tempo l'Eterno rinnova un imperativo: "o Sion scampa; tu che abiti con la figliuola di Babilonia... perché chi tocca te, tocca la pupilla dell'occhio mio". I santi di tutti i tempi, i figli di Dio, i riscattati col sangue di Gesù devono giubilare e rallegrarsi perché appartengono alla comunità dei redenti i nomi dei quali sono scritti nel libro della vita. La vera Chiesa mossa unicamente dalla fede in Gesù, è in cammino verso il monte Sion e la Gerusalemme celeste, che è la città dell'Iddio vivente. La Chiesa attende la gloriosa e felice dimensione di un'eternità da trascorrere in nuovi cieli e nuova terra. Ringraziamo il nostro Dio poiché apparteniamo a quella Chiesa che da secoli dice: "Amen. Si, vieni, Signor Gesù".
Data: 22/07/2005 Visite: 2654 | |
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