Tiro era una città corrotta dalla sua stessa ricchezza, ingannata dalla fama che le procuravano i suoi commerci, fu così che il Signore, per ben due volte, la fece cadere in mano al nemico. Le Scritture riportano in più parti esempi di persone che per un'improvvisa ricchezza si sono sviate dalla verità, o più semplicemente non si sono mai preoccupate di cercarla. L'uomo per sua natura è superbo e tende sempre a considerarsi autosufficiente: il potere effimero che pensa di poter ottenere nei pochi giorni della sua vita, lo autorizza a credersi padrone dell'universo. Quanta esaltazione dell'uomo si respira attorno a noi! Questa minuscola creatura, con la sua intelligenza riesce ad imbrigliare le forze della natura che lo circondano. Eppure, nonostante questo splendore, malgrado la civiltà moderna venga dovunque innalzata, proprio come Tiro che si pasceva nell'autocompiacimento, basta il semplice soffio della morte, la furia degli elementi o il dolore di un cuore afflitto per confondere l'uomo e gettarlo nello sconforto. Prima che Dio, con il Suo giusto giudizio, spezzasse Tiro, gli uomini di quella città avrebbero dovuto considerare quanto fosse effimero il loro splendore e quanto fossero esposti alle conseguenze immediate del loro peccato. Come credenti che guardano al loro Signore, badiamo a non essere coinvolti in questo stato di cose, divenendo preda di una simile mentalità. Rendiamoci conto dei nostri limiti e della precarietà della nostra condizione; certamente questa consapevolezza ci sarà utile per attribuire tutta la lode al Signore e permetterGli di operare in noi liberamente.
Data: 03/07/2005 Visite: 2350 | |
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