Tra le pieghe di questi oracoli di sventura indirizzati a Babilonia, frugando tra i significati tenuti in parte nascosti dal ricorso ad un linguaggio allegorico, si scorge un riferimento all'avversario di Dio, il "figliuolo dell'aurora" che ambiva a diventare "simile all'Altissimo": Dalla sommità delle nubi, come ben sappiamo, questa creatura angelica si trovò d'un tratto sprofondata, abbattuta dalla sua stessa folle presunzione di poter competere con l'Eterno. La parabola di Satana è emblematica e ci consente di decifrare l'andamento, quasi stereotipato, della vita di molti uomini: l'ambizione, il desiderio di imporsi, la presunzione di poter oltrepassare i propri limiti creaturali, alle volte portano l'uomo a perdere ogni contatto con la realtà e a tentare quindi l'impossibile. La conseguenza di questo moto d'orgoglio è spesso una caduta rovinosa, un precipitare inarrestabile senza riuscire ad aggrapparsi più a nulla. Iddio sovverte le cose: Babilonia, pur nel suo splendore, finirà come Sodoma e Gomorra. Verrà il giorno della devastazione, verrà il tempo in cui Dio darà corso alla Sua ira ardente: "lo punirò il mondo per la loro malvagità" (1). Questa è la verità che il Signore urla a tutto il genere umano. Dio troncherà alle radici ogni vana pretesa dell'uomo, rintuzzerà ogni provocazione, farà scempio di ogni forma di orgoglio, ma per coloro che si rivolgeranno a Lui, si apriranno le Sue braccia pietose, si spalancheranno i cancelli della Sua dimora. Dio tende la mano offrendo la riconciliazione ad ogni uomo che si consegna al Suo perdono. Egli sceglie chi si umilia, elegge chi si abbassa e premia chi si abbandona completamente alla Sua volontà. 1) Isaia 13:11
Data: 11/06/2005 Visite: 2240 | |
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