L'uomo sa bene di aver perduto il paradiso, ciò che non sa o non vuole accettare è il fatto di averlo perduto per sempre. Eden, quel luogo di piacere e di delizia, non riuscirà mai a costruirlo, non potrà mai ripristinare qualcosa che assomigli, anche solo vagamente, alla condizione originaria, in cui l'uomo aveva il privilegio di vivere. Verrà un giorno però in cui "non si farà né male né guasto", un luogo, eterno giorno di pace e armonia che abbraccerà l'umanità e tutto il creato. Verrà un giorno in cui anche i più utopistici sogni di armonia amore e concordia troveranno il loro adempimento. Sarà un'epoca di gioia e un momento di tripudio per quella parte di umanità che potrà assistere alla realizzazione di queste speranze. Ma in tutto questo l'uomo non avrà alcun merito; tutto ciò non dipenderà per nulla dalle sue capacità. Solo quando un "rampollo" uscirà dal ceppo di Davide e verrà a regnare con giustizia ed equità, ripieno di ogni intelligenza e forza spirituale si realizzeranno queste profezie relative ai tempi messianici. L'uomo, pur toccando con mano i propri fallimenti continua ad illudersi che sarà in grado di cambiare queste situazioni negative. Egli definisce illusorie e del tutto fantasiose le aspettative che animano i credenti. Quanto a noi sappiamo che in realtà solo il Signore può ristabilire l'ordine infranto dal peccato. Solo Dio ha le chiavi del nuovo paradiso e solo la Sua Parola traccia la via per poter giungere in quel luogo meraviglioso e per vivere così alla presenza del nostro Signore e Creatore.
Data: 09/06/2005 Visite: 2296 | |
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