Un tema che oggi sembra pressoché inutile trattare è quello della sofferenza dei credenti per il Nome di Cristo. Stiamo vivendo in un'epoca nella quale godiamo di tutta la libertà possibile per proclamare l'Evangelo. Eppure questo brano risulta anche per noi di estrema attualità, infatti vi è un tipo di persecuzione, molto più sottile, che non è mai cessata. Si tratta di quel tipo di opposizione che Pietro definisce "vituperio per il nome di Cristo" (v.14). Ogni vero credente che testimonia del Suo Signore, incorrerà nel disprezzo ed in alcuni casi in un atteggiamento di compatimento. Buona parte degli insegnamenti cristiani sono avviluppati da filosofie ed ideologie mondane, e pochi ormai proclamano la salvezza e la guarigione in Cristo Gesù unitamente al Suo ritorno, poiché questo equivarrebbe a cozzare contro una mentalità restia a credere in un Dio vivente ed operante. Coloro che affermano queste verità bibliche sono certamente considerati dei pazzi "perché la parola della croce è pazzia per quelli che periscono"(1), ma l'apostolo Pietro proclama beati coloro che vengono umiliati e derisi a motivo della testimonianza "Perché lo Spirito di gloria, lo Spirito di Dio, riposa su voi". Non temiamo perciò di annunziare I'Evangelo, non facciamoci intimorire dagli schernitori, perché costoro non possono comprendere la gioia che il Signore mette nel nostro cuore quando siamo ritenuti degni d'essere derisi come accadde allo stesso Figliolo di Dio. 1 ) 1 Corinzi 1:18
Data: 01/06/2005 Visite: 2573 | |
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