L'apostolo Pietro, per lo Spirito Santo, scrive questa lettera in un periodo di persecuzioni, cercando di immedesimarci in quel particolare contesto, possiamo immaginare lo stato d'animo di quei credenti. Da allora, ma già prima di allora e fino ai nostri giorni, milioni di cristiani hanno dovuto affrontare ogni sorta di contrasti e di sofferenze. Al solo pensiero delle difficoltà incontrate dai nostri padri nella fede, dovremmo provare un senso di vergogna per la facilità con cui ci irritiamo di fronte ai nostri piccoli guai. In questo passo, ancora una volta, Pietro sottolinea il supremo dovere del cristiano: "avere amore intenso gli uni per gli altri". L'amore è un sentimento sublime, un sentimento che viene proclamato superiore ai doni spirituali, alla fede, e a qualsiasi opera di carità: "quand'io parlassi... avessi... conoscessi... distribuissi... dessi... se non ho amore (carità) non son nulla" (1). Quest'amore non deve essere tiepido ma "intenso" cioè fervido, profondo. In parole povere dev'essere un amore ardente che si trasforma in azioni per il bene dei fratelli e ci consente di perdonare il male ricevuto e ci spinge verso una condotta generosa e altruista. L'amore che dobbiamo avere gli uni per gli altri è come un test che siamo chiamati a superare per mostrare: 1. Che conosciamo Dio(2) 2. Che amiamo Dio (3) 3. Che siamo passati dalla morte alla vita(4) 4. Che dimoriamo nella Luce (5). Tuo fratello ha bisogno di te, e il tuo dovere è quello di mostrargli amore, forse la tua semplice vicinanza è già di per sé un motivo di consolazione. Tu che hai imparato ad amare come Cristo ti ha amato, stendigli affettuosamente la tua mano. 1) 1 Corinzi 13 2) cfr. 1 Giovanni 4:8 3) cfr. 1 Giovanni 4:20-21 4) cfr. 1 Giovanni 3:14 5) cfr. 1 Giovanni 2:10
Data: 30/05/2005 Visite: 2474 | |
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