Le parole di Gesù
esprimono una realtà a volte dimenticata dal credente: ognuno di noi è mandato
da Dio per annunziare la buona novella della salvezza. Tutti, mediante la
propria testimonianza personale, cooperano all'estensione del Regno di Dio
sulla terra, proclamandolo con compiti diversi, ma in egual misura utili.
Colui che è «mandato»,
annunzia la volontà del mandante, con lo scopo di rendere gloria alla persona
in questione. Così è pure per il credente al quale Dio affida la proclamazione
dell'evangelo: egli deve agire in modo che la gloria sia ascritta a Dio. Gesù
disse: «... Affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre
vostro nei cieli» (1).
1 nostri sforzi devono
perciò essere volti verso una trasformazione della nostra personalità umana e
contemporaneamente verso la ricerca della guida divina perché il nostro
messaggio venga da Dio.
Lo Spirito Santo sarà
per noi un Maestro indispensabile, lasciandogli libertà di parlare per mezzo
nostro raggiungeremo lo scopo per il quale ci siamo avvicinati a un'anima che
volevamo evangelizzare. Per fare ciò è necessario che mettiamo da parte la
nostra saggezza e i nostri pensieri e chiedere invece a Dio luce e
discernimento.
Predicando tutto
l'Evangelo e consacrandoci appieno a Cristo, non vi saranno dubbi che la gloria
verrà data soltanto a Dio, e ci avverrà come a Stefano, il quale dopo aver
predicato Cristo, sul punto di morte, vide il cielo aperto e la «gloria di Dio»
ed i suoi giudici mentre lo interrogavano videro la sua faccia simile a quella
di un angelo. Egli guardava verso il cielo, e la gloria di Dio lo illuminò e
tutti videro il suo volto risplendente.
Soltanto
una vita vissuta nella piena consacrazione a Dio mostra al mondo la gloria di
Cristo Signore aiutaci affinché possiamo mostrare a tutti la gloria Tua!
1)
Matteo 5:16
Data: 17/02/2000 Visite: 4725 | |
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