L'apostolo Pietro entra nel vivo delle questioni morali che si presentano ai credenti del suo tempo, applicando ad ogni situazione i grandi principi cristiani, secondo la sapienza e la guida dello Spirito Santo. li vero cristiano, è una persona assolutamente particolare, ed è chiamato a mostrare la differenza di una vita trasformata dalla potenza dell'Evangelo. Egli è prima di tutto uno straniero e un pellegrino. La sua cittadinanza è nei cieli (1) e in questo mondo è soltanto di passaggio. Le sofferenze non lo possono affliggere più di tanto, in quanto è consapevole che ogni dolore è destinato a sparire. Le gioie mondane non lo attirano troppo, perché appartiene ad un Regno in cui si sperimenta un'allegrezza assoluta (2). Egli sa che i beni della terra svaniscono e quindi decide di usarli saggiamente, affinché producano risultati eterni. Il credente è diverso proprio perché è libero. Cristo lo ha affrancato dalla schiavitù e dalle conseguenze del peccato, dal formalismo religioso, dal soggiogamento alla vanità del proprio "io" (v. 11), che lo portava a fare ciò che non voleva e gli impediva di raggiungere gli obiettivi spirituali. Adesso in Cristo è veramente libero (3', ma perché questa libertà non si trasformi in arma a doppio taglio deve imparare a porre la propria vita al servizio di Dio. Pietro ha sperimentato tutto ciò e all'inizio della seconda epistola si presenta come "Simon Pietro, servitore ed apostolo di Gesù Cristo". Paolo, liberato dal suo zelo religioso senza conoscenza, si definisce "servo (lett. schiavo) di Gesù Cristo" e testimonia che i credenti di Tessalonica si erano "convertiti dagli idoli a Dio per servire all'Iddio vivente e vero" (4). Ai Romani scrive: "Essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi di Dio, voi avete per frutto la nostra santificazione e per fine la vita eterna" (5'. Questo credente, pieno dell'amore del Signore, impegnato nel servizio cristiano, non ha dunque difficoltà a sottomettersi alle autorità costituite, ad onorare e amare la fratellanza e a temere Dio. Tutto questo prepara il terreno all'opera del Signore, affinché quelli che oggi lo criticano domani, "nel giorno della visitazione", potranno riconoscere l'opera di Dio ed essere conquistati a Cristo. 1) cfr. Filippesi 3:20 2) cfr. Giovanni 15:11 3) cfr. Giovanni 8:36 4) 1 Tessalonicesi 1:9 5) Romani 6:22
Data: 22/05/2005 Visite: 2554 | |
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