Gesù è ancora oggi una "pietra che gli edificatori hanno riprovata" (v.7). Gesù è ancora oggi una persona che viene riposta accuratamente in un cantuccio: non sappiamo cosa farcene dei Suoi insegnamenti, le Sue tesi non ci interessano, i Suoi principi sono impraticabili e inutilizzabili. Abbiamo bisogno di ben altri materiali per edificare una società più giusta, ci occorre per modellare un uomo migliore. Eppure Gesù, e solo Lui, è quella pietra che garantisce stabilità a tutto l'edificio, è la condizione ineludibile affinché l'intera struttura regga e mostri stabilità in ogni frangente. Alcuni pensano a Gesù come qualcosa di statico, un messaggio suggestivo relegato però in un lontano passato; qualcuno si rivolge ad una statua che dovrebbe rappresentare il Salvatore. Eppure Egli è una "pietra vivente" sul cui solido fondamento si può erigere tanto la vita del singolo credente quanto un'intera comunità di figliuoli di Dio. Quella pietra ritenuta inutile è ancora oggi un "sasso d'intoppo", un'ostacolo su cui si infrangono tutte le utopie e le illusioni umane. "Senza di me non potete fare nulla" ammoniva Gesù, senza il Signore qualsiasi costruzione umana è ben presto destinata a fessurarsi e a crollare rovinosamente. Prima o poi arriva il momento in cui bisogna fare i conti con quella "pietra mancante". Prima o poi ci si troverà distesi a terra dopo aver inciampato proprio in quella pietra ritenuta così superflua. Prima o poi l'uomo deve riconoscere che l'opera delle sue mani è morta, i materiali che ha impiegato sono inerti, la sua creazione è spenta, priva di qualsiasi sussulto di vita. È il Signore che vivifica e solo la Sua presenza è garanzia di vita, condizione essenziale affinché si elevi una svettante "casa spirituale" (v. 5) alla gloria di Dio.
Data: 20/05/2005 Visite: 2411 | |
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