L'amarezza dell'apostolo Paolo che traspare da questi versetti biblici richiama alla nostra mente la distanza che intercorre fra la mentalità degli uomini ed il modo di pensare di Dio: la logica umana è quasi sempre diametralmente opposta a quella del Signore. Pensare ed agire secondo la logica del cielo non è facile se non si è completamente arresi a Cristo. Nessuno speri di far affidamento sulle proprie capacità, perché le corrette forme mentali si acquistano dopo un totale arrendimento alla disciplina del Signore ed in seguito ad una completa rinuncia al proprio egocentrismo. In altri termini, bisogna maturare nello Spirito. Paolo, ed altri servitori del suo tempo, avevano maturato la giusta attitudine perché sapevano che il servizio secondo Iddio si esercita non prevaricando gli altri, imponendo la propria autorità o servendosi del proprio "titolo", perché proprio questa è la logica terrena, ma pagando di persona, e donandosi totalmente ai propri fratelli. Soltanto così si imita Gesù, il Quale morì sulla croce, sconfitto secondo il pensiero umano, ma vittorioso secondo la logica del cielo. Il nostro maestro, proprio amando e concedendo il perdono, ha saputo vincere l'odio e la vendetta. Queste scelte, che sono verità per i servi di Dio e pazzia per il mondo, erano il fondamento stesso della vita di Paolo e stavano al centro della sua predicazione. Da qui l'amarezza e la reazione dell'apostolo, alla luce del fatto che i Corinzi non avevano compreso ed apprezzato che egli, pur potendo imporsi con autorità, preferiva svolgere il suo servizio con umiltà e discrezione. Noi che leggiamo queste righe, vogliamo studiarci, con l'aiuto del Signore, di ispirare coerentemente la nostra condotta al Suo mirabile esempio.
Data: 02/05/2005 Visite: 2289 | |
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