Le minacce e gli scherni rivolti con arroganza da Rabshakè ad Ezechia ed a tutto il popolo di Giuda, avevano sortito il loro effetto. Il re di Giuda, nell'udire tali cose, tutto spaventato, si reca umilmente alla presenza di Dio ed invia, inoltre, dei messi al profeta Isaia per chiedergli di intercedere presso Iddio per il rimanente della popolazione. In questo drammatico contesto, non si riscontra mai in Isaia un'attività egoistica in vista della propria salvezza, ma piuttosto uno zelo instancabile come consigliere, messaggero di Dio e servitore dell'Eterno. Proprio in quest'occasione scopriamo l'efficacia dell'intercessione. Non ci viene riportata la preghiera del profeta, ma solo la risposta alla sua supplica. Nel Nuovo Testamento troviamo altri due incomparabili intercessori: Cristo e lo Spirito Santo. Cristo intercede per, noi; non solo Egli è morto per noi ed è risuscitato, ma ora siede alla destra di Dio e intercede per tutti noi (1). Lo Spirito Santo, mentre eleviamo la nostra preghiera a Dio, intercede per noi e "con sospiri ineffabili "sovviene ai nostri limiti poiché siamo incapaci perfino di rivolgerci a Dio in preghiera (2). Isaia intercedeva per il popolo di Giuda, anche se dichiaratamente non approvava certe scelte, questo però non gli impediva di presentare all'Eterno i bisogni nella nazione. Geremia, a sua volta, intercedette per il popolo di Dio, e noi oggi siamo chiamati a svolgere questo medesimo servizio (3), sempre prezioso ma troppo spesso sottovalutato. Non facciamoci ingannare dai pregiudizi, storniamo lo sguardo dalle nostre personali necessità e riguardiamo piuttosto ai bisogni del nostro fratello per presentarle a Dio con lo stesso sentimento che animava Gesù. 1) cfr. Romani 8:34; Ebrei 7:25 2) cfr. Romani 8:26,27 3) cfr. 1 Timoteo 2:1
Data: 15/04/2005 Visite: 2378 | |
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