Con Hosea, re d'Israele, si registra il tramonto del regno del Nord e la fine di una dinastia che aveva guidato la nazione per tanto tempo. Se confrontiamo ciò che viene riportato in questa prima parte del capitolo 17, con ciò che commise Achaz, re di Giuda, scopriamo che le abominazioni di Achaz "non fanno più luce". Israele aveva commesso ogni sorta di azione malvagia, aveva "abbandonato tutti i comandamenti dell'Eterno". L'orribile elenco riportato nei versetti 16 e 17 da la misura del loro sviamento, assistiamo all'agonizzante fine dell'indipendenza di un popolo prima della deportazione in Assiria. Giuda stesso fu coinvolto in queste pratiche pagane, seguendo i costumi corrotti d'Israele. Non rimane loro che raccogliere il frutto di ciò che avevano seminato, infatti furono ambedue rigettati dalla presenza di Dio. Il mondo ha sempre voluto dipingere Dio come un vecchio burbero ma tollerante, eppure non è così. Il Signore è indubbiamente paziente verso tutti, ma nella Sua giustizia e santità non può tollerare il male ed il peccato. Dobbiamo, quindi, per quel che ci riguarda, vegliare su noi stessi ed ascoltare gli avvertimenti di Dio, ubbidire ai Suoi comandamenti e non indurire il nostro cuore. Apriamo la Bibbia, leggiamola, meditiamola, rimaniamo in continua comunione con Dio, per poter imitare l'esempio perfetto di Gesù Cristo e non quello delle "nazioni circonvicine", affinché la nostra vita cristiana abbia un crescendo glorioso e non un declino inesorabile. Ricordiamoci che non ci attende un triste epilogo ma l'eterna gloria del cielo.
Data: 07/04/2005 Visite: 2334 | |
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