Il termine di gran lunga più ricorrente in questi primi versetti è la parola: consolazione. L'apostolo Paolo, ispirato dallo Spirito Santo, esordisce in questa epistola benedicendo "l'Iddio di ogni consolazione" (v. 3). Questo infaticabile ambasciatore di Cristo, spesso in pericolo di morte, lapidato, carcerato, battuto, sa che può confidare in Colui che consola i cuori, anche nelle situazioni più tristi e difficili. li più delle volte le circostanze avverse ci danno una visione distorta di Dio. Pensiamo che Egli si sia allontanato da noi e non si curi di quel nostro problema particolare. Non è vero! Il nostro Dio è "l'Iddio di ogni consolazione". Le afflizioni che si presentano nella nostra vita cristiana servono, molte volte, a scuoterci dal nostro torpore spirituale e a farci scoprire tangibilmente la consolazione di Dio, quella benedetta azione che acquieta !a burrasca nel nostro cuore, e ci consente di affrontare le difficoltà in modo completamente diverso. Una volta vissuta questa esperienza, che ci induce a radicare ulteriormente la nostra fiducia nel Consolatore, saremo veramente degli efficaci strumenti di consolazione nelle mani di Dio; in grado di consolare "quelli che si trovano in qualunque afflizione" (v. 4). Quando la nostra vita cristiana non sarà più stagnante e non si udrà più il gracidare delle nostre lamentele, l'azione consolatoria del Signore non sarà più circoscritta in certi particolari momenti o in determinate situazioni difficili ma, servirà a formare nel nostro carattere una solida e naturale capacità di sopportazione (v. 6).
Data: 23/03/2005 Visite: 2386 | |
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