Quando si considera la vita e il ministerio dell'apostolo Paolo, l'attenzione solitamente si sofferma sui successi e le vittorie spirituali che egli ha saputo cogliere, difficilmente, però, si ricordano i pericoli, le lotte e i disagi che questo servitore di Dio ha dovuto affrontare in continuazione. In quest'ultima sezione dell'epistola, che peraltro Paolo ha scritto mentre era in prigione a Roma (1), ci viene mostrato con quale fiducia e serenità egli sapeva accettare le vicende della vita senza lamentarsi: "ho imparato ad essere contento nello stato in cui mi trovo". Che cosa aveva imparato? Anzitutto a non affidarsi agli uomini ma a Dio, che avrebbe continuato a prendersi cura di lui sostenendolo nelle prove: "sono stato ammaestrato ad esser saziato e ad aver fame; ad esser nell'abbondanza e ad esser nella penuria". Le molte sofferenze che egli sopportò con animo allegro non indebolirono la sua fede, anzi gli offrirono continuamente l'opportunità di sperimentare il soccorso divino: "io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica". Paolo comprese, inoltre, che nessuno poteva cambiare la volontà di Dio, che infatti si era adempiuta alla perfezione secondo le parole indirizzategli direttamente dal Signore: "Sta di buon cuore; perché come hai reso testimonianza di me a Gerusalemme, così bisogna che tu la renda anche a Roma" (2). Caro amico se in questo momento ti trovi nel bisogno, non vorresti insieme con me confidare nella grazia di Dio? Facciamolo, senza esitazioni, e sicuramente riceveremo una benedizione abbondante per affrontare questo nuovo giorno. La vita, spesso non va disgiunta da prove, malattia e difficoltà di ogni genere, ma il Signore non ci lascia soli. Egli ci tiene stretti nella Sua mano e saprà guidare la nostra vita passo dopo passo. Continuiamo ad avere fiducia in Dio per poter dichiarare anche noi di "essere contenti" nello stato in cui ci troviamo. 1) cfr. Filippesi 1:13 2) cfr. Atti 23:11
Data: 21/03/2005 Visite: 2763 | |
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