Se qualcuno giunge a vedere, come accadde al servitore di Eliseo a cui l'Eterno aprì improvvisamente gli occhi (v. 17), rimane comunque una moltitudine di persone accecate, totalmente incapaci di discernere le situazioni in cui si vengono a trovare. Quando il Signore tocca il cuore di un uomo immediatamente cadono dei valori che in precedenza celavano tanto la reale nefandezza del peccato quanto la profonda bellezza dell'opera di Dio. Senza il Signore non si può che far propria la velleitaria convinzione di conoscere, intendere e per l'appunto vedere ben addentro alle cose. Dove non c'è il Signore, ogni pretesa di cogliere il significato della vita si traduce in una mistificazione della realtà. Quando Dio fa ingresso nella vita di una persona, si riescono invece a scorgere delle verità di cui prima si era incapaci di affrontare la portata: cadono delle "scaglie" dagli occhi e la vita spirituale si fa acuta e penetrante. Quante persone, proprio come i Siri di questo episodio, alla fine della loro vita apriranno drammaticamente gli occhi per scorgere di aver sbagliato completamente direzione? Soltanto chi fin da ora chiede a Dio di ricuperare la "vista dell'anima" troverà nel Signore un pastore, una guida sicura che lo saprà condurre oltre ogni difficoltà di questa vita fino al porto della pace e della gloria eterna. Quindi, non sforziamoci di procedere a tastoni, ma sicuri, lasciamo che la Parola di Dio rischiari il nostro cammino lungo la strada che porta al cielo.
Data: 31/01/2005 Visite: 2453 | |
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