Senza entrare in merito alla interpretazione profetica del testo che parla della trasformazione del monte in pianura, alla rivelazione di Cristo, rivolgiamo la nostra attenzione a queste parole le quali ci ricordano le realtà dei nostri ostacoli e delle soluzioni divine. Il testo presenta un ottimo esempio nell'episodio di Gerico, una città ritenuta invulnerabile che il popolo di Dio si trovò dinanzi durante la conquista della terra promessa, proprio come il gran monte davanti a Zorobabele. Gesù disse: «Anche se direste a questo monte: togliti di là e gettati sul mare, sarebbe fatto». Le promesse divine spesso hanno originato in alcuni la convinzione che il Signore dia ai Suoi una vita facile e priva di difficoltà. Talvolta, «il gran monte» viene per fede tolto e gettato in mare. come noi avevamo previsto, ma Dio ha pur sempre un Suo piano ed uno scopo particolare. Ricordiamo che l'Eterno ci mette alla prova per vedere se Lo amiamo e che Egli ci pone nel crogiolo della afflizione per produrre per noi lode, gloria, onore, purificazione per la rivelazione di Gesù Cristo. Giacomo esortò a rallegrarsi delle prove perché producono costanza e fanno dei credenti persone perfette e complete, di nulla mancanti; solo ai costanti nella prova la Bibbia garantisce un regno eterno con Cristo. Dio ci aiuti a realizzare che si può essere «tribolati… ma non ridotti allo stremo, perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati, atterrati, ma non uccisi». Quando in distretta invochiamo il Signore per lo Spirito Santo «il gran monte» sarà trasformato in pianura e noi potremo glorificarLo.
Data: 06/09/2002 Visite: 5770 | |
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