Quelle di questo testo, sono le parole accorate che Dio rivolge in questo caso agli Ebrei, e di riflesso a tutti i popoli, non è vero dunque che Dio dopo aver creato l'uomo lo ha abbandonato in balia di se stesso, ma invece come Creatore e Padre amoroso, ha voluto avere comunione con l'uomo. Anche quando a causa del peccato l'uomo fu cacciato dall'Eden, questo era per un fine buono, e precisamente perché se avesse preso e mangiato il frutto dell'albero della vita, sarebbe vissuto eternamente nel peccato. Dio, aveva promesso, nell'adempimento dei secoli un rimedio, e mandando Gesù come salvatore, provvide il perdono dal peccato. «Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per Gesù Cristo nostro Signore». Il testo è indirizzato al popolo di Dio tipificato in Gerusalemme, la città che Egli aveva eletto, amata e chiamata città santa. Era diventata idolatra e corrotta in modo da meritare il castigo di Dio, era stata asservita allo straniero che l'aveva lasciata povera e spopolata; invano in tutti i tempi erano stati indirizzati tanti messaggi dai profeti di Dio, essi vollero seguire i propri sacerdoti ed Re sulla via del disastro e dell'esilio. Al tempo di Zaccaria siamo nel periodo della restaurazione, Dio mosse anche i governanti pagani per il ristoro e la riedificazione di Gerusalemme, la parola di Dio giunse ai giudei profetizzando che il vero benessere si trovava nel ritorno a Dio, con pentimento sincero e non a parole. Le visioni profetiche che egli vide sono una serie di visioni in cui Dio mostra come ama Gerusalemme e come vuole la sua completa restaurazione. Dio ama tutti gli uomini, la Sua volontà è espressa nelle parole: «Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito Figliuolo affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna».
Data: 31/08/2002 Visite: 4994 | |
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