Numeri 14:1-24 Queste sono le parole centrali della "relazione di minoranza", in netto contrasto con l'opinione dominante condivisa dalla mag-gioranza degli esploratori. Caleb e Giosuè non sottovalutavano le difficoltà da affrontare, ma fissavano lo sguardo sulle promesse di Dio più che sulle evidenze sfavorevoli. Tenevano ferma davanti agli occhi la visione di una terra che rivendicavano perché l'Eterno l'aveva loro assegnata. Cominciarono ad argomentare mettendo Dio al primo posto, per trarre la conclusione che i nemici sarebbero stati il loro "pascolo", poiché "l'ombra che li copriva si era ritirata e l'Eterno" era con loro. "Se l'Eterno ci è favorevole" era questo il requisito imprescindibile, condizione che sapevano peraltro soddisfatta, poiché "l'Eterno è con noi", così amarono esprimersi i due valorosi Israeliti. Egli li aveva redenti dalla schiavitù, attratti a Se, aveva provveduto per tutte le loro necessità ed aveva promesso loro la terra dei padri. Quali altre prove si attendevano ora a conferma della fedeltà di Dio? Certamente Egli era loro favorevole! Tuttavia essi correvano il pericolo di compromettere irreparabilmente questo "favore" con la loro incredulità con il loro timore e la loro ribellione. Queste cose sono state scritte sicuramente per nostro ammaestramento: ogni appello divino è una dimostrazione che Dio ci è propizio. Dio agisce a nostro favore al punto che Cristo è venuto a soffrire e morire sulla croce per redimerci dalla schiavitù del peccato. Perciò "Colui che non ha risparmiato il Suo proprio Figliuolo ma l'ha dato per tutti noi, come non ci donerà Egli anche tutte le cose con Lui?" M. Si, l'Eterno ci è favorevole. 1) Romani 8:32
Data: 20/07/2008 Visite: 3378 | |
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