"In quel giorno, si dirà: "Ecco, questo è il nostro Dio: in lui abbiamo sperato, ed egli ci ha salvati... esultiamo, rallegriamoci per la sua salvezza!" (Isaia 25:9) Quest'inno di lode venne composto da Isaia per essere cantato quando la fiera città di Babilonia, che per tanti anni aveva minacciato la libertà del popolo d'Israele, sarebbe stata finalmente rovesciata. Il profeta è così certo che l'oppressione del male verrà distrutta e che il mondo sarà sollevato dagli incubi della sua tirannia, che egli prepara il cantico che avrebbe dovuto prorompere proprio in quella circostanza, accompagnato da gioiosi ringraziamenti. Certamente come il caldo torrido del sole di mezzogiorno viene mitigato dall'ombra di una nuvola, così l'orgoglio e il vanto di quelle persone così terribili, sarebbe stato definitivamente ridimensionato. Il significato più pieno di questo canto di lode verrà realizzato soltanto in Cielo, quando prenderemo posto al banchetto delle Nozze dell'Agnello (vv. 6-8). A quel tempo, tutti i "babilonesi" che hanno minacciato il benessere dell'umanità saranno stati distrutti. Il velo dell'incredulità e dell'incertezza, che ora è steso così pesantemente sul mondo, sarà lacerato da cima a fondo. La morte sarà stata assorbita dalla vita; tutte le lacrime verranno asciugate e la nostra vergogna cesserà per sempre. In quel momento sarà una grande gioia realizzare la parte che ci è stata riservata. L'anticipazione di queste cose ci induce ad esprimere un sincero ringraziamento. Sei povero? Fai di Dio la tua fortezza. Sei bisognoso e nelle difficoltà? Fa di Lui il tuo rifugio. La tempesta si abbatte su di te? Fuggi a Lui per trovare riparo. Sei riarso dal calore della tentazione? Nasconditi sotto la Sua ombra. Dio, tuo Padre, non ti lascerà solo. La necessità in cui ti trovi è la tua migliore ragione, il tuo bisogno d'aiuto, rappresenta di per sé una supplica più che sufficiente. Anche per te, ci sarà un tempo per il canto e la festa (vv. 44-46). La lode è l'atto più elevato di cui siamo capaci. In preghiera spesso ci avviciniamo a Dio per ragioni più o meno egoistiche. Nella lode Lo adoriamo per ciò che Egli è, a prescindere da ogni altra considerazione. Per quanto stanco tu possa essere, fa in modo che l'ora mattutina della preghiera inizi con la nota essenziale del ringraziamento e dell'adorazione. È meraviglioso come tutto questo risvegli il battito dell'anima, e rifletta i suoi benefici effetti su ogni momento che seguirà. "Svegliatevi, salterio ed arpa", diceva il salmista, "Io stesso mi risveglierò presto".
Data: 30/12/2007 Visite: 3204 | |
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