"Colui che m'ha vista" (Genesi 16:13) "Oh quanto mi son preziosi i tuoi pensieri, o Dio!" (Salmo 139:17) Agar era una giovane schiava egiziana, che era stata allevata in mezzo alle idolatrie dell'Egitto e ignorava assolutamente il fatto che degli dèi potessero avere qualche interesse per una persona così insignificante come lei. Probabilmente nell'accampamento di Abrahamo aveva sentito parlare di Yahwèh, ma senza dubbio riteneva che anche Lui non fosse interessato alla sua misera vita. Quale cura poteva mai avere per lei il Dio del suo signore e della sua signora, visto che era fuggita dal duro trattamento riservatole da Sarah, ed era in pericolo di morire nel pieno del deserto! Improvvisamente, nella sua disperazione, ella udì la voce dell'Angelo di Yahwèh che le parlava, ed ella Lo definì "il Dio vivente che mi vede". Per lei quel pensiero era un'ispirazione e una consolazione, che le permise di ritornare e sottomettersi a Sarah. Ma per molti questo concetto è stato un motivo di timore e di giudizio. Hanno pensato che Dio li spiasse e sono stati riluttanti al pensiero che il Suo occhio li scrutasse. Questo pensiero, tuttavia, non corrisponde al significato di queste parole ispirate. Esse vogliono indicare che non possiamo vagare in una terra lontana, o fare un passo nel deserto, senza essere notati amorevolmente da Dio nostro Padre, che si prende cura perfino del passero che cade a terra. Il salmista aveva il medesimo pensiero quando scrisse il Salmo 139. Se afferma che Dio conosce quando egli si siede e quando si alza e che i suoi pensieri e le sue vie sono tutti manifesti al suo Amico Onnipotente, lo dice con un tono di felicità estatica. È prerogativa dell'amicizia amare la presenza del vero amico, e la caratteristica qualificante del cristianesimo è che ci viene concesso di avere un'amicizia personale con il nostro Signore. Dovunque andiamo Egli ci precede e rappresenta, al tempo stesso la nostra retroguardia; siamo circondati dalla Sua cura davanti e dietro. Ogni lettore apra la porta a questo grande Amico, ricordando che la Sua unica richiesta è l'ubbidienza: "Voi siete miei amici, se fate le cose che vi comando". Così scoprirete che la Sua presenza sarà il principale diletto della vostra vita (cfr. Ap. 3:20).
Data: 30/12/2007 Visite: 3250 | |
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