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Dubbi sulla conversione

Autore: Tonia
Inserito da madomi

Pace. Da tanto tempo vi scrivo ma senza mai ricevere risposte. Vorrei sapere: una persona che frequenta saltuariamente la chiesa e non ha fatto nessuna esperienza con Dio è da considerarsi credente? Fidanzarsi con una persona del genere è contro il regolamento cristiano? Sperando in una vostra risposta vi saluto DVB

Tonia, sentite scuse per il ritardo nella risposta che cercheremo di dare nella maniera più semplice e obiettivamente coerente alla nostra professione di fede. Definisco il significato della parola "credente". La parola “credo”, è una parola di origine indo-europea e deriva dall’unione di due semplici parole, "cor" e "do", dove cor corrisponde a "cuore" e do a "donare"; io affido, metto il mio cuore su qualcuno e nel nostro caso su Dio! Tutte le volte che siamo davanti a un problema che sembra non avere soluzione, tutte le volte che siamo davanti a una situazione che sembra non avere via d’uscita, credere significa deporre su Dio il mio problema perché io ho la certezza che Egli ha cura di me! Essere un credente significa, quindi, un abbandono totale nelle mani di Colui che sa tutto e che può tutto. Credere, da un punto di vista biblico ha un significato particolare che consiste nell'avere vissuto quell'esperienza fondamentale che le stesse Scritture definiscono come nuova nascita, senza la quale nessun uomo può essere salvato. Essa consiste in un cambiamento necessario per ottenere la salvezza; non è un semplice cambiamento che possiamo produrre da noi, non consiste in una riforma o in una metamorfosi morale o in un semplice cambiamento di stile di vita. E' un’innovazione completa del cuore, della volontà, del carattere; é una resurrezione, una creazione nuova; è un passare dalla morte alla vita; è un nuovo principio di vita impiantato dall'alto nei nostri cuori. E' la chiamata all'esistenza di un essere nuovo, con una natura nuova, abitudini rinnovate, con gusti, desideri, appetiti, criteri, speranze, timori che prima il cuore umano non conosceva.

Credere significa avere la piena convinzione che la nostra giustizia, la nostra purezza, la nostra presunta santità, il nostro perbenismo, la nostra bontà o serietà o intelligenza o sapienza, tutte ottime virtù, e beato chi le possiede, ma esse, da sole, non riusciranno mai a soddisfare le esigenze di Colui che é tutta santità, tutta giustizia, tutta equità ed anche tutto amore! Credere significa accettare, per fede, il dono eterno della grazia che ci è stata gratuitamente offerta da Dio, grazie al sacrificio espiatorio del suo Figliuolo Gesù Cristo, morto per noi sulla croce per espiare ogni nostra colpa ed ogni nostro peccato. Credere, per ottenere la salvezza, è possibile a condizione che si creda con il cuore e si confessi con la bocca che Cristo è il Signore risuscitato dai morti, perché: "Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato." (Romani 10: 9) Solo chi ha realizzato una nuova vita in Cristo, chi ha comunione con Lui, chi vive in obbedienza alla sua Parola e frequenta regolarmente una comunità cristiana, realizza insieme al popolo di Dio il pari consentimento, l'esultanza della lode, la comunione fraterna, non vivendo isolato, egoisticamente, ma interessandosi amorevolmente ai bisogni dei propri fratelli e delle proprie sorelle in Cristo. Dopo aver detto tutto questo, con molta onestà, posso rispondere che "una persona che frequenta saltuariamente la chiesa e non ha fatto nessuna esperienza con Dio", come domandi nella tua richiesta, non può considerarsi un credente. Fidanzarsi con una persona che non ha realizzato pienamente la vita in Cristo? Nessuno di noi può esprimere pareri o giudizi sulle persone perché solo Dio è in grado di scrutare menti e cuori della gente. Dalle apparenze potrebbe sembrare abbastanza rischioso e non rientra nella manifesta volontà di Dio perché quando decideremo di prendere parte al meraviglioso progetto divino, preparato da Dio per l'uomo e la donna e creare, con il matrimonio, una nuova famiglia, sarà importante essere almeno in tre: tu, l'altro ed entrambi camminare di pari passo con Dio! Questo sarà possibile solo se il cammino che si sceglie di percorrere porta verso la stessa direzione. Allora i sogni, i desideri, l'impegno e la passione per Dio dovranno essere condivisi dalla stessa persona che cammina al tuo fianco! Dio non fa discriminazioni tra il fedele e l'infedele, ama l'uno ed anche l'altro e vuole che quest'ultimo sia salvato, ma ci consiglia: "Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi"; (2° Corinzi 6: 14) Egli sa bene che le differenze di fede, di carattere spirituale e vocazionale, non rinforzano l'unione anzi, nel tempo, possono anche sgretolarla e Lui vuole, invece, che la coppia sia sempre più unita e felice.

Con affetto, Madomi.


Data: 20/07/2012
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